Il clima e' caldo e secco ed il mare praticamente si trova a soli 10 km. di distanza.
Il sito presenta rivestimenti litici scolpiti, che adornano l'esterno dell'edificio principale.
Le figure rappresentate con maggiore frequenza sono di guerrieri e sacerdoti , pero' su alcuni dei monoliti, i meno imponenti, si trovano scolpite scene di persone smembrate con la presenza di gran quantita' di braccia, teste, gambe, ossa e viscere. Il tutto crea un quadro di cupo drammatismo ed orrore.
Questi grandi massi furono estratti dalla montagna con il solo uso di pali di algarrobo e con l'aiuto di corde molto grosse, prodotte con la fibra di maguey, arbusto tipico della costa.
Il tempio della montagna Sechin
Questa costruzione e' uno dei piu' importanti monumenti archeologici del Peru'per la sua antichita', bellezza architettonica e contenuto culturale. Bellissima, come poche, la sua facciata realizzata con “piastre” di pietra scolpita con inquietanti scene di guerrieri in processione, il cui significato non e' stato ancora totalmente spiegato.
Questa e' l'opera di una cultura locale che si e' sviluppata all'incirca fino al 1500 a.C., epoca in cui tale territorio divenne zona di espansione della Civilizzazione Chavin .
Cultura Chavin Introduzione agli Stili Chavin
Chavin e' un sito archeologico, una epoca di storia antica ed anche uno stile artistico. In realta' , si tratta di vari stili, o di diverse modalita' dello stesso. Tutto cio' ha creato per anni molta confusione, perche'le testimonianze archeologiche appartenenti a questa cultura, furono scoperte solo poco a poco. Vennero cosi' inclusi stili come il Cupisnique delle valli della costa settentrionale, sebbene siano in realta'differenti e solo con alcuni elementi in comune e cio'per ovvi motivi di vicinanza e di contemporaneita'.
In realta' Chavin e' un unico stile che si presenta sotto varie modalita', non solo nei diversi luoghi dove appare, in quasi in tutto il centro-nord del Peru', ma pure nello stesso centro cerimoniale di Chavin de Huantar, in cui si concentra la maggior parte delle opere rconducibili a questo stile.
Questa forma d'arte fu chiamata appunto Chavin proprio grazie a tale concentrazione e fu Julio C. Tello a darle coerenza storica, anche se tanto il Lanzon come la Estela Raimondi erano conosciuti fin dal diciannovesimo secolo e quest'ultimo monumento era considerato, ormai da tempo, come il simbolo dell'archeologia peruviana. Per tale motivo era stato portato a Lima per essere esposto al pubblico.
Il primo studioso a fare una distinzione rispetto allo Stile Chavin fu Alfred Kroeber nel 1926, quando separo' uno stile “M” (mayoide) da un altro “N” (nascoide); il primo riferito all' Obelisco Tello , che ora e' conosciuto come Stile Dragoniano, e l'altro alla Estela Raimondi, che fa parte di uno stile tardo della fase EF.
Questa sequenza in 4 fasi: AB, C, D e EF, fu proposta nel 1962 da archeologo nordamericano John H. Rowe .
L'Obelisco fu inserito nella fase C, le litosculture del Portico delle Falconidi nella fase D ed il Lanzon in quella AB. Ceramica
Nel 1919 en el 1924, in occasione delle sue visite a Chavin de Huantar, Julio C. Tello incontro' alcuni frammenti di ceramica con determinate particolarita'ed avendo definito Chavin come un'epoca storica del Peru', identifico' la ceramica come nera, oscura e decorata con incisioni o disegni in rilievo. Quando scopri'che questa assomigliava ai reperti che Max Uhle aveva rinvenuto presso Supe ed Ancon, attribuiti genericamente ai soprannominati “pescatori antichi”, ed a quelli che erano stati trovati nella Valle di Chicama, Tello caratterizzo'Chavin come l'epoca piu' antica della cultura peruviana, il cui centro principale era situato sull'altipiano vicino al fiume Marañon : Chavin de Huantar.
Questo santuario e' situato nel cuore delle Ande centrosettentrionali, a 3180 m.s.l.m. presso il Callejon de Conchucos. Secondo il parere di Antonio Raimondi, questo centro cerimoniale serviva pure come punto di incrocio commerciale tra la costa e la sierra. Segnalo' anche che, con tutta probabilita,' sono esistiti giacimenti d'oro vicino alla foce del Marañon.
Cultura Cupisnique
Questa civilizzazione si estese da Viru' fino a Lambayeque, lungo la costa nord del Peru '. Si tratta di una cultura prevalentemente della costa che si sviluppo' parallelamente a quella Chavin tra l'800 ed il 200 a.C., precedendo di alcuni secoli la Cultura Moche. Sebbene sia fortemente relazionata con la Civilizzazione Chavin, essa sviluppo' le sue proprie caratteristiche. Molti studiosi sono arrivati al punto di definirla “Chavin della costa”. Il centro principale, Cupisnique, era localizzato presso il departamento della Libertad . Sono tre le principali tradizioni di architettuta cerimoniale cupisnique: le piattaforme rettangolari basse provviste di recinti nella parte superiore e con piazzali che si aprono sulla facciata anteriore, gli edifici con pianta a forma di U e le piattaforme con piazzali a forma circolare e scavati al di sotto del livello del suolo.
Ceramica
La ceramica cupisnique possiede molti elementi analogici con quella chavin. Si utilizzo' molto la pietra come materia prima. Tra le pietre semipreziose troviamo il turchese , il lapislazuli, il cristallo di quarzo opalino o colorato, con i quali si realizzavano collane con perle di forma sferica o cilindrica.
Anche l'osso fu un materiale molto usato per fabbricare punte di frecce, aghi, pettini, cucchiai, orecchini, anelli e amuleti, ecc.
Principali centri archeologici
Nella valle del fiume Moche, il sito piu' significativo e' Caballo Muerto, localizzato a circa 25 km. dall'Oceano Pacifico. Si tratta di un complesso costituito da otto imponenti edifici di pietra e fango, tra i quali primeggia la Huaca de los Reyes. Sono costruzioni con pianta a forma di U, orientate verso Est, che constano di varie piattaforme sovrapposte, costruite anch'esse con pietra e fango. Ci sono anche importanti sculture di adobes (mattoni di fango e paglia, seccati al sole) e bassorilievi sui muri e sulle colonne del palazzo principale. Un aspetto nuovo nella costruzione di tali edifici e' senza dubbio l'impiego di adobes, oltre che della pietra.
I muri erano poi rifiniti con argilla fina ed abbelliti con colori vivaci.
Poèmape e' una piccola insenatura lungo il litorale semidesertico della valle di Cupisnique, tra le fertili valli del Jetequepeque a Nord e del Chicama a Sud.
Divinita'
A radice dei ritrovamenti effettuati presso la Huaca de los Reyes e lungo le valli della costa settentrionale, possiamo determinare la rappresentazione delle principali divinita'. Una di esse e' un essere antropomorfo, mezzo uomo e mezzo belva, con una espressione feroce e con in mano una sorta di scettro, simbolo di potere. Cultura Vicus
Questa civilizzazione si sviluppo' nell'estremo Nord del Peru'(400 a.C.- 500 d.C.), occupando tutta la valle del fiume Piura, dalla sierra fino la costa tra le localita' di Sechura e Talara. Questa regione riunisce le caratteristiche del deserto costiero con le imponenti forme della cordigliera andina, presentando una stagione piovosa che conferisce connotati peculiari alla costa, normalmente molto piu' secca scendendo verso Sud.
Vicus fu un popolo guerriero. Cosi' sembra, osservando le sue raffinate e robuste armi di rame, abbellite con fregi o “bagni” d'oro e d'argento e gli oggetti in ceramica, che spesso raffigurano guerrieri.
Il centro principale fu il Monte Vicus , situato a sette km. circa a Sud-est di Chulucanas, citta' principale della provincia di Morropòn, nel dipartimento di Piura, sebbene la completa area di sviluppo abbia compreso anche il territorio delle provincie di Ayabaca e Huancabamba e si consideri pure che questa civilizzazione abbia avuto contatti con popolazioni dell'Ecuador e della Colombia.
Ceramica
Comprende due varieta': una della costa e l'altra della sierra ed anche due categorie: ceramica di poca qualita' artistica e ceramica invece di grande raffinatezza. Tali oggetti posseggono un aspetto massiccio, a volte rustico ed uno stile di tipo realistico. Le tecniche di decorazione pittorica includono l'applicazione del color bianco sopra una base rosso cupo e la pittura “negativa ” aggiungendo il nero con la rappresentazione di diversi disegni geometrici. Le forme piu' diffuse sono di recipienti a doppio corpo, uno dei quali ritrae una figura umana o di animale.
Questa cultura ha in comune con quella dei Moche una specie di enfasi nella rappresentazione di atti sessuali e, in generale, quasi una preoccupazione nel mostrare attivita' sia civili che religiose.
Oreficeria
La Cultura Vicus conto' con orefici estremamente abili, capaci di realizzare lavori di alta complessita' con i metalli preziosi. Gli studi piu' recenti informano che il rame fu la materia prima con la quale si produssero gioielli, oggetti di culto e simboli di potere.
Gli oggetti in metallo usati durante la vita, come ad esempio le armi, gli utensili e gli adorni religiosi, venivano seppelliti con il defunto assieme ad altri, fabbricati appositamente per servire come offerte.
Lo studioso polacco Krzysztof Makowski , esperto di archeologia andina, scopri' le prime evidenze dirette di un laboratorio metallurgico presso Pampa Juarez , vicino a Chulucanas.
D'accordo con le sue investigazioni, Makowski dimostra che tali evidenze risalgono al IV-III secolo a.C. e che i raffinati lavori prodotti in questo laboratorio sarebbero serviti come offerte funerarie.
La Venus de Frias
La statuetta d'oro 24 carati, di 15 cm. dì altezza e di 60 grammi di peso, conosciuta con questo nome e' considerata uno degli esempi piu' eccellenti della oreficeria vicus e precolombina in generale. Gli occhi presentano sottili lamine di platino sovrapposte. La sua somiglianza con alcune descrizioni di ipotetiche creature extraterrestri, ancora oggi non smette di inquietare.
Cultura Paracas
Alla fine del Periodo Formativo Superiore (500 a.C.) fiorisce presso la Penisola di Paracas una straodinaria cultura, nota per il notevolissimo suo contributo alla tradizione tessile peruviana. In effetti, la celebrita' di questa cultura si deve soprattutto ai suoi squisiti lavori tessili, realizzati con fibre di cotone e con lana di cammelidi, il cui gusto e raffinatezza tecnica non sono stati eguagliati da nessun'altra cultura americana. Nel 1925 l'archeologo peruviano Julio Tello scopri' nelle necropoli di Cerro Colorado e di Cavernas 422 fardi funerari, molti dei quali contenevano fino a 16 manti ed altri indumenti funebri, finemente lavorati. Tello divise la Cultura Paracas in 2 epoche: Cavernas e Necropolis. I tessuti Cavernas si caratterizzano per i disegni di tipo geometrico e per la tecnica applicata chiamata “a doppia tela”. Vi sono rappresentate generalmente figure di felini o di esseri antropomorfi con capigliature serpentiformi. I tessuti della Fase Necropolis invece presentano una maggiore maestria nei disegni e cio' dovuto al fatto che erano bordati e quindi permettevano la creazione di stupendi motivi pieni di colore. Il bordato liberava infatti l'artista dai disegni rettilinei imposti dal telaio e permetteva realizzare disegni curvi. Inoltre sebbene la tecnica del bordato non fosse totalmente assente durante la Fase Cavernas, e' nell'Epoca Necropolis che tale tecnica raggiunge maggiore perfezione. Nei tessuti risalenti a questo ultimo periodo, sono rappresentati personaggi mitici, sostenendo scettri o teste trofeo con la presenza anche di serpenti bicefali, oppure figure di ispirazione naturalistica, come serpenti, uccelli, felini, pesci, fiori, frutti ecc.
Durante la Fase Necropolis, i Paracas raggiunsero una eccellente tecnica nelle loro tele doppie o triple e nei loro manti decorati con incredibile complessita'artistica. Questi tessuti impressionano per il colore, la diversita' e la ricchezza dei motivi.
Cultura Moche (o Mochica)
Questa civilizzazione (200 d.C.- 800 d.C.) ebbe come centro principale la Valle del Chicama, situata presso la costa settentrionale del Peru'e la sua influenza si irradio' fino alla Valle de Santa a sud e fino a Piura a nord. La societa' dei Mochica , fortemente stratificata, si costitui' inizialmente in due signorie, una a nord della Valle del Jequetepeque, l'altra a sud. Fu solo durante la Fase IV (fino al 500 d.C.) che i Moche del sud imposero la loro egemonia dalla Valle di Piura fino a quella del Huarmey La aridita' di questo territorio implico' che i principali insediamenti umani si concentrassero nelle valli dei fiumi che attraversano trasversalmente il deserto per poi sfociare nel Pacifico. I Moche costruirono imponenti (in alcuni casi colossali)e sontuosi edifici, a forma tendenzialmente piramidale, che fungevano da centri amministrativi e religiosi, come la Huaca del Sol e la Huaca de la Luna, a pochi km. da Trujillo., o la Huaca Rajada vicino a Chiclayo. Inoltre seppero sviluppare un' attivita' agricola molto avanzata, realizzando anche straordinarie opere di ingegneria idraulica, come gli acquedotti di Ascope e La Cumbre e procurandosi, attraverso la pesca in mare, costanti risorse alimentari.
Intorno all'ottavo secolo d.C., il loro territorio cadde sotto i colpi della inarrestabile espansione della Civilizzazione Wari.
Alcuni specialisti sostengono a questo proposito che la Cultura Chimu' che fiori'in quest' area posteriormente all' invasione wari, rappresenterebbe un tardo rinascimento della tradizione mochica.
Ceramica
Senza dubbio, nell' arte della ceramica i Mochica furono sapienti maestri, con la creazione di raffinate forme scultoriche, come i celeberrimi “ritratti”, cosi' come molto interessanti sono le pitture ed i disegni realizzati sulle pareti del vasellame che rappresentano scene nautiche, di guerra, di caccia, immagini di rituali religiosi e di curanderismo, di atti sessuali (anche di tipo omosessuale), rappresentazioni di personaggi che presentano deformazioni patologiche, mutilazioni e un gran numero di altre caratteristiche. Il naturalismo domina nella produzione artistica moche e i disegni delle ceramiche comunemente sono bicolori.
Oreficeria
La lavorazione dei metalli raggiunge con questa cultura uno dei piu' alti livelli di sofisticazione tecnologica. Negli oggetti in metallo prezioso, oro, argento e rame, osserviamo la stessa tendenza basata sulla rappresentazione di atti della vita civile e religiosa. Il Signore di Sipan
Anteriormente alla scoperta di questo sepolcro, gli studiosi pensavano che le immagini o le rappresentazioni dell'arte mochica formassero parte di scene mitologiche esistenti solamente nell'immaginazione dei loro creatori.
Invece la corrispondenza di simboli ed ornamenti non potrebbe essere stata piu' esatta e cio' costitui'una chiave assai importante al fine di riconoscere il ruolo e la gerarchia di questo personaggio. Egli occupava infatti la cuspide della struttura sociale e politica del suo tempo, venerato come un semidio, a giudicare dagli oggetti di squisita finezza, rinvenuti nella sua tomba e per la presenza di “accompagnanti”.
Mori' a circa 40 anni d'eta'e, con eccezione di una artrite incipiente, godeva di buona salute. La sua struttura corporea dimostra poco lavoro fisico e la dentatura scarsamente consumata mette in evidenza la somministrazione di una dieta speciale che gli permise di raggiungere una statura di 1.67 m., molto alta per l'epoca. Con certezza doveva appartenere al una sorta di casta nobiliare che si spartiva il potere per via ereditaria.
Il Vecchio Signore di Sipan
Questo personaggio, sepolto nella prima edificazione della piattaforma funeraria, deve essere stato tra i piu' antichi governanti della valle. Molti degli emblemi di rango presenti nella sua tomba risultano assai simili a quelli del Signore di Sipan, la qual cosa rispecchia l'eguale rango sociale e prestigio dei due Signori, appartenenti a due diverse epoche della storia moche.
Sipan si trova presso la regione di Lambayeque, nel nord del Peru'. Questo sito archeologico consta di due piramidi tronche, costruite all'incirca a partire dal secondo secolo dell'era cristiana.
All'interno di questa edificazione, l'archeologo peruano Walter Alva sopri' nel 1987, il sepolcro del Signore di Sipan, quello del Sacerdote ed infine quello del Vecchio Signore di Sipan.
Cultura Nazca
La costa sud del Peru'e' estremamente arida. In pratica, il luogo dove si sviluppo' tale civilizzazione e' un tavoliere tettonico di bassa altitudine. Il clima e'intensamente caldo, le precipitazioni scarse ed il terreno estremamente secco, con “pampas” di sabbia dal suolo molto poroso, soggetto quindi ad infiltrazioni sotterranee che cambiano il percorso dei fiumi, i quali spesso affiorano a vari km. di distanza, formando cosi' caratteristiche oasi. La presenza di edificazioni di uso cerimoniale o amministrativo, come piramidi, templi, piazze e fortificazioni, dimostrano che questa cultura acquisi'con il tempo una struttura sociale stratificata con la creazione uno stato di tipo monarchico.
Tali opere riflettono la vocazione di grandi costruttori che possedevano i Nazca.
Le muraglie presenti intorno alle loro citta' dimostrano come una sorta di adattamento alla guerra ed una delle cause di essa pare essere stata l'accesso all'acqua.
La Civilizzazione Nazca emerse come un processo di continuita' con la gia' menzionata Tradizione Paracas Necropolis. La sua storia comincia intorno ai primi anni d.C. e continua in forma indipendente quasi per ottocento anni, periodo durante il quale si diffuse l' influenza wari. I Nazca popolarono le valli di Chincha, Pisco, Ica, Nazca e Acari' e la loro capitale fu la citta' di Cahuachi.
Come gia' detto, essi furono abili agricoltori e dovettero superare notevoli difficolta' per causa delle difficili caratteristiche geografiche del loro territorio. Infatti le terre coltivabili sempre furono scarse ed i fiumi con poca quantita' d'acqua.
I Nazca superarono in parte tale problema con l'elaborazione di sofisticati sistemi idraulici, basati sull'utilizzazione di canali superficiali ed anche di alcune gallerie sotterranee da loro costruite per aprofittare della presenza di fiumi nel sottosuolo. Questo tipo di tecnologia e' denominata “puquio” e sembra sia stata adottata a partire dalla Fase Nazca-Medio.
Come altre popolazioni , anch'essi hanno dovuto non solo sopravvivere alle difficili caratteristiche ambientali, ma pure difendersi dal costante pericolo rappresentato da popolazioni ostili. Per questa ragione, gli oggetti in ceramica spesso raffigurano teste trofeo.
Ceramica
Questa cultura sviluppo' una squisita tradizione nella lavorazione della ceramica. Questi oggetti, facilmente riconoscibili per la loro ricca policromia, presentano forme diverse ed in generale una iconografia di carattere magico-religioso. Inquietante e' la frequenza delle immagini di teste mozzate esibite come trofeo. La metallurgia non raggiunse invece livelli apprezzabili.
Le linee di Nazca
Sorvolare la pampa al sud della citta' di Ica, causa una strana sensazione.
Sopra l'arido terreno di monotono colore grigiastro appaiono linee rette incrociate che in certi casi raggiungono i quindici km. di lunghezza; altre volte formano figure geometriche e, le piu' sorprendenti, tracciano figure di animali come ragni, scimmie e condor e colibri'.
Nelle cronache degli invasori spagnoli gia' si faceva menzione della presenza di linee tracciate sopra il terreno desertico, pero' solamente nel 1927 si diffuse la notizia dell'esistenza di questo impressionante insieme di immagini, attribuito alla Cultura Paracas o a quella Nazca., e realizzato tra il 300 a.C. ed il 900 d.C.
Si dice che e' possibile osservare le linee solamente dall'alto, cioe' da un apparecchio aereo, ed e' vero che da questa posizione si contemplano meglio, pero' anche sulla terraferma o dalla sommita' di alcune colline circostanti, si riconoscono alcuni dei tracciati. Forse le linee non furono realizzate per essere viste.
Alcuni specialisti hanno supposto che gli indigeni paracas e piu' tardi nazca avrebbero utilizzato una sorta di mongolfiere gonfiate con aria calda per tracciarle con precisione, altri hanno obiettato che le enormi sagome potrebbero essere state realizzate con rudimentali pantografi, usando corde con nodi, disegni in scala e molta pazienza.
La scienziata tedesca Maria Reiche (1905-1998), conosciuta con l'appellativo di Dama di Nazca , fu colei che piu' a fondo studio' questi tracciati e che lotto' con maggiore tenacia per la loro salvaguardia.
Secondo la sua opinione, si tratterebbe di un osservatorio astronomico, ipotesi completamente scartata oggi, in quanto molte delle linee non avrebbero niente a che vedere con i corpi celesti.
Altri hanno proposto che le linee formerebbero parte del culto degli antichi abitanti al fine di attirare l'acqua e che alcune linee seguirebbero falde acquifere sotterranee e sarebbero servite come indicatori per la realizzazione di pozzi d'estrazione. Durante gli anni '60 poi, divento' estremamente popolare la suggestiva teoria secondo la quale le linee sarebbero opera di extraterrestri e costituirebberero una specie di aeroporto per le loro astronavi.
Una cosa e' sicura: passano gli anni, ma le misteriose Linee di Nazca non smettono di incuriosire ed appassionare studiosi e visitatori.
Cultura Tiahuanaco
Durante il periodo che va dal primo secolo a.C. all'ottavo-nono secolo d.C. si sviluppo' nel centro di Pucara' , a circa 75 km. a nord del Lago Titicaca una delle civilizzazioni che piu' hanno generato speculazioni rispetto alla genesi della civilizzazione andina, forse per il fatto che si e' riconosciuto in essa una speciale relazione con la posteriore Cultura Inca. Data la sua antichita', alcuni esperti hanno affermato che Tiahuanaco fu la civilizzazione madre di tutte le culture americane.
Il centro urbano principale (Pucara'),ubicato sulla sponda orientale del Titicaca a piu' di 3000 metri di altitudine, era organizzato intorno ad un impressionante complesso cerimoniale, innalzato su di una grande piattaforma artificiale, ricoperto di pietre ben tagliate ed ornato con straordinarie sculture litiche che rappresentano felini, serpenti, pesci e figure antropomorfe che sorreggono teste trofeo.
Il sito archeologico occupa una estensione di circa 4 km. quadrati.
Cultura Wari
Formatasi durante il sesto secolo d.C. nella sierra di Ayacucho (550-1000 d.C.), questa civilizzazione ha avuto come diretto antecedente la Cultura Warpa , pero' si beneficio' della vicinanza dei Moche e dei Nasca, presenti nella costa nord del Peru', e dei Tiahuanaco a sud sull'altipiano.
Dalla capitale Wari, situata a poca distanza dalla citta' di Huamanga, inizia un programma di espansione territoriale con l'occupazione militare di gran parte del territorio peruviano.
Si tratta dell'impero andino piu' vasto, con la sola eccezione di quello degli Incas: si estendeva da Moquegua e Cusco a sud, fino a Lambayeque e Cajamarca a nord, includendo i territori intermedi delle Culture Nazca, Lima, Recuay e Moche.
Tale espansione ha dato origine ad una serie di stili di arte ceramica che combinano il wari con quelli dei popoli conquistati. Inoltre questo stato promosse per le regioni sottomesse alcuni sostanziali miglioramenti come centri abitati, sistemi di irrigazione, estesi sentieri, laghi artificiali, depositi di materie prime e di alimenti, ecc.
I rapporti con il popolo tiahuanaco sembrano essere stati piuttosto tesi, anche se non si arrivo' mai ad un aperto conflitto armato. Tra i due sarebbe esistita una sorta di “frontiera blanda”per cio' che riguarda gli scambi economici, pero' ermeticamente chiusa all'espansionismo.
Presso la cittadella fortificata di Cerro Baul, un caposaldo wari nella valle del fiume Moquegua , dove si processavano diversi tipi di materie prime, si e' scoperto anche abbondante materiale archeologico che dimostrerebbe stabili relazioni e contatti diretti tra la gente wari e quella tiahuanaco.
Durante il decimo secolo d.C., si produsse, per ragioni tuttora sconosciute, un collasso dell'Impero Wari, con la conseguente rinascita in Peru' del regionalismo.
Cultura Lambayeque ( o Sican)
Il nome di Lambayeque fu scelto per riferirsi alla cultura che nacque nella omonima regione del nord intorno al 750 d.C. ed i cui antecedenti risalgono alla Cultura Mochica.
La epoca storica relativa a questa civilizzazione si divide in tre periodi: il primo denominato Sican Temprano, che va dall'ottavo al decimo secolo d.C. e del quale sappiamo assai poco. Durante questa fase, la popolazione locale ancora era soggetta all'influenza dell'Impero Wari. Durante il decimo secolo, la dominazione wari volse al termine ed il popolo sican si identifico' allora con una serie di cambi ideologici ed organizzativi che arrivarono a gettare le basi di un fiorente rinascimento artistico e tecnologico. E' questo il periodo denominato Sican Medio ( 900-1100 d.C.). Durante questa epoca si inizio' a costruire il centro urbano piu' importante dell'epoca : Tucume'. Questo straordinario sito archeologico si trova a circa trenta km. a nord della moderna citta' di Chiclayo, nella parte piu' bassa della valle del fiume La Leche, situato in un bosco di vecchi algarrobi con un clima di tipo tropicale. Secondo la tradizione, Tucume' fu fondata dal leggendario Naymlap, eroe titanico che venne dal mare con una flotta di seguaci.
La struttura della citta' e' formata da 26 piramidi e da decine di altri edifici piu' piccoli, tutti riuniti intorno al monte chiamato La Raya , una possente altura arrotondata che contrasta con la struggente monotonia della pianura.
Le piu' recenti investigazioni hanno dimostrato che le piramidi, costruite con adobes (caratteristici mattoni di argilla), furono edifici residenziali per la elite aristocratica. Esse sono formate da depositi, cortili, e stanze, queste ultime abbellite con bassorilievi e pitture murali.
Intorno al 1050 d.C., i templi della capitale furono distrutti e si realizzo' una nuova capitale, vicino a Tucume', ma piu' ad ovest. Questo avvenimento segna la fine del periodo denominato Sican Tardio ( 1100-1375 d.C.).
Alla fine furono i Chimu' a conquistare e disarticolare lo stato lambayeque.
Tecnologie
Molto avanzate erano le tecniche impiegate per la lavorazione dei mitalli e della ceramica. La produzione in grande scala oggetti di rame arsenicato, cioe' di rame fuso assieme all'arsenico e di tumbaga, lega di rame, oro, argento ed arsenico, non ha precedenti e rappresento' l'avvento dell' Eta' del Bronzo a nord del Peru'.
Tale produzione artistica, unita alla tecnologia dell'irrigazione, costituisce l'aspetto piu' sraordinario dell'eredita'storica della Civilizzazione Sican.
Cultura Chimu'
Questa cultura si sviluppo' nella costa settentrionale del Peru' tra i secoli nono e quindicesimo d.C.e si estese dalla settentrionalissima regione di Tumbes , fino alla valle del fiume Chillon, nei pressi di Lima, per poi essere sconfitta ed incorporata all'Impero Inca, intorno al 1470.
Lo stato chimu' fu fondato, secondo la tradizione, dal mitico condottiero Tacainamo e raggiunse il suo massimo splendore a meta' del quindicesimo secolo, sotto il governo del re Minchancaman, che fu alla fine battuto dagli Incas e condotto prigioniero a Cusco.
Il principale centro cerimoniale ed amministrativo chimu', Chan Chan (la citta' archeologica fatta di mattoni d'argilla piu' grande del mondo) si trova nell'attuale regione di La Libertad, ad una manciata di chilometri dalla citta' di Trujillo.
La Cultura Chimu' si estese nello stesso territorio che prima fu dei Mochica e gli abitanti parlavano lingue distinte, secondo la zona di provenienza, pero'era prevalente la lingua muchik.
Gli artisti chimu' realizzarono stupendi oggetti in ceramica (scura), in legno, in metallo ed anche i loro tessuti eccellevano per qualita' e colore. Inoltre svilupparono un efficentissimo sistema di irrigazione e di approvigionamento idrico.
Decollo politico
E' opportuno dividere il periodo storico chimu' in due tappe distinte: durante il primo periodo esisteva un ridotto gruppo insediato lungo la valle del fiume Moche , nel secondo assistiamo invece al decollo di uno stato di tipo monarchico, centralizzato ed espansionista.
Si crede che questo regno abbia avuto dieci governanti, pero sono noti i nomi di solo quattro di essi: Tacainamo, Guacricur, Naucempinco, Minchancaman.
Cultura Chancay
L'influenza di questa civilizzazione si estese tra il 1200 ed il 1470 d.C. su di un'area che comprende le valli di Chancay, Chillon, Rimac e Lurin. Abilissimi pescatori, questi antichi abitanti della costa centrale trovarono nel mare la migliore fonte di ispirazione per la loro arte. La semplicita' delle loro linee e disegni descrive il mondo tranquillo che li circondava. Le attivita' economiche fondamentali erano costituite dall'agricoltura, la pesca ed il commercio, quest' ultimo permise loro di mettere in comunicazione la originaria valle di Chancay con il nord e sud.
Tombe
Le necropoli presentano due tipi di sepolture: il primo prerogativa delle classi alte, cioe' dei grandi signori e consisteva in camere rettangolari o quadrangolari, costruite in adobes con tetti e pareti di canna, ubicate a due o tre metri di profondita'e provviste di una scalinata per accedervi. Il defunto era circondato da offerte in ceramica, oggetti di metallo prezioso e tessuti. . Il secondo, destinato ai comuni popolani, era realizzato quasi in superficie ed il corpo ricoperto da tessuti piu' ordinari e da offerte piu' modeste.
Il corpo del defunto era collocato in posizione quasi fetale, con i piedi incrociati uno sopra l'altro. L'individuo, appoggiato quasi sempre alla parete sud della tomba, veniva ricoperto da tessuti di cotone o lana di cammelidi.
Attorno alle mummie si collocavano pupazzi di terracotta rivestiti di tela colorata, le famose Bambole chancay .
Contrariamente a cio' che si potrebbe pensare, non si trattava pero'di bambole per giochi infantili, ma di oggetti di valore magico-religioso che erano posizionate in modo tale da riprodurre scene della vita terrena del defunto o di familiari ed amici, che in questo modo “accompagnavano” l'individuo lungo il viaggio nell'oltretomba
Architettura
I Chancay abitarono in centri urbani di modeste dimensioni, con monticoli a forma piramidale e complessi di edifici associati anche a grandi opere di ingegneria idraulica, quali terrazze, canali e serbatoi. Artigianato
La Cultura Chancay sviluppo' un alto livello artistico, soprattutto per quanto riguarda la produzione tessile, con effetti tecnici e stilistici di somma bellezza.
Generalmente riproducevano motivi figurativi come pesci, uccelli, felini e disegni geometrici. La ceramica e' ampliamente diffusa e possiede uno stile inconfondibile.
Cultura Chachapoyas
Piu' di mille anni fa, i Chachapoyas ( 700-1500 d.C.) controllavano una vasta regione situata tra i fiumi Huallaga e Marañon. Tale regione, che si trova tra i 2000 ed i 3000 metri d'altitudine, e' perennemente coperta da nubi e “ sacha puyo ” nell'antico loro idioma significa apputo “ uomo della nebbia ”.
Questa cultura ci ha lasciato importanti complessi archeologici come Kuelap, Pajaten, Congon, Olan, Yalape, Purunllacta e Vira Vira. Inoltre e' conosciuta per i suoi straordinari mausolei e sarcofagi costruiti in luoghi impervi e quasi inacessibili.
Tipi di sepolture
I corpi mummuficati, in genere venivano sistemati in posizione seduta e avvolti con tele ornamentali. Esistono vari gruppi di mausolei presso la Laguna Negra o dei Condor, ad un giorno e mezzo di cammino dalla localita' di Leimebamba , che presentano pure altre forme di sepoltura.
Comunemente il defunto appare collocato in una specie di sarcofago costruito con tavole o assi di legno, assemblati con corde. Una grande tela bianca di cotone avvolge il corpo e su alcune veniva disegnato il suo viso con linee bordate che mettevano in risalto i contorni ed i dettagli facciali.
Organizzazione politica
L'organizzazione sociopolitica era costituita da grandi provincie, ciascuna controllata da un gran signore ( Cachique ) e relativamente indipendenti una dall'altra. Secondo i cronisti si trattava di piccoli regni situati soprattutto lungo le sponde del fiume Utcubamba. Tutte queste signorie possedevano il medesimo idioma, le stesse usanze e tecniche di coltivazione ed in parecchi casi si consorziavano ad esempio per celebrare solenni cerimonie magico-religiose o per affrontare gli attacchi di qualche popolo nemico.
Malgrado la loro abilita' militare, i Chachapoyas furono pero'facilmente conquistati dagli Incas intorno al 1470 ed il loro territorio assorbito dall'impero del Tahuantinsuyo.
Per giungere a Leimebamba, e' necessario partire da Cajamarca, attraverso la pista che conduce alla localita' di Celendin, da dove poi di deve prendere il sentiero che porta al fiume Marañon e successivamente alla regione Amazonas. Il percorso presenta una geografia accidentata e non vi esiste alcuna traccia d'asfalto.
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