SANTIAGO - Il Cile continua a tremare: l'Istituto geofisico americano (Usgs) ha registrato due nuove scosse di magnitudo 6,8 e 6,6 della scala Richter. L'epicentro della prima è stato localizzato in mare, a 33 chilometri di profondità, a 30 da Concepcion. Dopo appena venti minuti, la seconda scossa, con epicentro a 35 chilometri sotto il livello del mare e a circa 37 chilometri a nord di Concepcion. Il sisma è stato avvertito nelle città di Talca e Temuco, riferisce la tv cilena Tvn24h. Poche ore prima un'altra scossa di magnitudo 6,3 Richter era stata avvertita anche in Perù.
Intanto nel paese si cerca di contare le vittime del sisma di sabato scorso. Al momento il governo ha rivisto al ribasso il bilancio: i morti identificati non sono oltre 800, come riferito nelle ore precedenti, ma 279. Una cifra che però non è definitiva: l'errore sarebbe dovuto al fatto che sono state considerate morte più di 500 persone che al momento, a sei giorni dal terremoto di 8,8 gradi Richter, seguito da uno tsunami, risultano invece ancora disperse. Per questo motivo il ridimensionamento delle cifre delle perdite potrebbe essere solo provvisorio. Già a metà giornata di ieri, la presidente uscente Michelle Bachelet aveva evocato una possibile confusione sul numero dei morti nella regione di Maule, a proposito di 200 persone che sarebbero state date per morte senza alcun riscontro effettivo. "Al momento non sono reperibili ed è questa cifra che genera confusione", aveva detto. "Ma meno morti ci sono e meglio è", aveva aggiunto.
Oggi arriva a Santiago il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon. Ban sarà in Cile fino a sabato, si recherà in particolare a Concepcion, la città più toccata dal sisma. Il segretario generale dell'Onu incontrerà in particolare il presidente Bachelet e il suo successore eletto, Sebastian Pinera. La Bachelet ha decretato tre giorni di lutto nazionale, a partire dalla mezzanotte di domenica 7 marzo, autorizzando a mostrare la bandiera nazionale sul portone di ogni casa per trasmettere solidarietà alle famiglie delle vittime.
Fonte: www.repubblica.it